Valutazione dei Fattori Emotivi

E’ possibile stabilire con certezza il legame esistente tra i disturbi fisici del paziente e Fattori Emotivi ? Oggi è possibile per chi sa come farlo. Attraverso un colloquio focalizzato sulle emozioni si può evidenziare la relazione che c’è tra un determinato fattore emozionale e la genesi di un particolare disturbo che il paziente manifesta.

Come si svolge il percorso

1

Colloquio di Valutazione

2

Scelta della Strategia

3

Invio o Proseguimento

ISTDP
Intensive Short Term Dynamic Psychotherapy

Le nostre emozioni rappresentano il collegamento tra mente e corpo. Le neuroscienze ci dicono che esse possono influenzare lo stato di salute dell’individuo, potendo agire sia nella genesi che nella prognosi delle malattie. Queste diventano primariamente importanti quando parliamo di disturbi psicosomatici: Disturbi fisici, che si manifestano nel corpo, ma di cui non riusciamo a trovare una causa organica e che rimangono perciò inspiegabili, nonostante numerosi accertamenti. In questi casi è possibile che il problema sottostante sia un emozione inconscia che viene “repressa” e somatizzata nel corpo. L’ISTDP è una tecnica sia diagnostica che terapeutica che ci permette di verificare con certezza il legame tra questi sintomi e i fattori emotivi.

Presso Studio Chrysalis collaboro con uno psicoterapeuta che si occupa della prosecuzione del percorso attraverso l’utilizzo di questa tecnica. Per saperne di più visita il suo sito: Dott. Nicola Galetta

L’ISTDP è una tecnica psicoterapeutica messa a punto da H. Davanloo Professore Emerito di Psichiatria alla McGill University di Montreal,Canada.

L’acronimo Istdp sta per Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy, si tratta in sintesi di un tipo di psicoterapia breve ad indirizzo psicodinamico.

Con il termine psicodinamico ci si riferisce a tutti gli approcci che nel ambito della psicologia postulano l’esistenza dell’inconscio e vedono nella sofferenza psicologica il riflesso di un conflitto intrapsichico. Riassumendo, per conflitto psichico si intende l’impossibilità, per diverse ragioni, di soddisfare un impulso inaccettabile, che viene quindi rimosso dalla coscienza e diviene inconscio.

Questi impulsi e le emozioni ad essi associate generano ansia inconscia, dalla quale l’individuo si protegge strutturando i cosiddetti meccanismi di difesa.

Tutte le terapia tradizionali psicodinamiche tendono attraverso il colloquio clinico a far emergere gli aspetti conflittuali e ad elaborarli, attraverso un processo di tipo intellettuale, che si esplica nel dialogo e nella relazione con il terapeuta.

L’istdp in questo senso introduce degli elementi rivoluzionari nel metodo di lavoro, accelerando significativamente il processo terapeutico e aumentandone l’efficacia. Essa infatti si concentra sul permettere all’individuo, attraverso una partecipazione attiva del terapeuta, di sentire le emozioni/impulsi che sono bloccati.

In questo processo lo psicoterapeuta, dopo aver costruito una solida alleanza terapeutica e monitorando costantemente le vie di scarica dell’ansia, sostiene attivamente la persona ad abbandonare le sue difese e a lasciare che la sue emozioni complesse emergano.

Quando la persona diviene capace di accedere e sentire queste emozioni/impulsi, l’ansia inconscia che queste generavano diminuisce, e così anche la necessità di proteggersi da essa attraverso i meccanismi di difesa. Quando la struttura difensiva perde di rigidità tutti i sintomi (ansia, depressione, disturbi psicosomatici, etc…) tendono a sparire.

L’innovazione sostanziale è che con la psicoterapia dinamica breve intensiva non si interpretano più le difese e i comportamenti dell’individuo, ma bensì si aiuta la persona a fare esperienza dei propri impulsi ed delle proprie emozioni, favorendo un integrazione psichica e neurale tra emozioni inconsce e processi cognitivi superiori, tra sistema limbico e corteccia.

Attualmente l’Istdp risulta essere tra le tecniche più efficaci conosciute. La sua validità è dimostrata empiricamente da numerosi studi scientifici e in alcuni Paesi, come il Canada, l’utilizzo di questo modello in contesti ospedalieri ha permesso la riduzione della spesa sanitaria.

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